Alpine, Rossi: «Alonso? Tristi, ma non risentiti. Il tempo di Fernando è limitato e il calo...»

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Dopo esser tornato in Formula1 nel 2021 grazie all’accoglienza della squadra con cui ha vinto il campionato mondiale nel 2005 e nel 2006 (allora Renault), Fernando Alonso ha deciso poche settimane fa, di lasciare l’Alpine, quarta forza del mondiale per andare a sostituire Sebastian Vettel(lascerà la F1 al termine della stagione) e affiancare Lance Stroll al volante dell’Aston Martin a partire dal 2023.

Alonso, il calo è dietro l'angolo

Una scelta, nonostante Fernando dica essere dettata dalla voglia di tornare a lottare per le posizioni che contano, sulla quale il CEO dell’Alpine, Alexander Rossi ha voluto fare chiarezza: “Con Alonso non potevamo impegnarci per più di due anni. Avevamo con Piastri un progetto per il futuro ed era chiaro che dovessimo puntare su di lui. Quindi abbiamo offerto a Fernando il massimo possibile: un contratto 1+1, un periodo che ritenevamo necessario per compiere questa transizione. Ha 41 anni, tra due ne compirà 43. Il declino nelle performance potrebbe sopraggiungere in qualsiasi momento. Ho 3’000 dipendenti a cui pensare in alpine e Luca de Meo ne gestisce oltre 240'000 in Renault. Non possiamo permetterci di prendere rischi con delle decisioni irrazionali”.

Rossi: "La nostra proposta non avrebbe dovuto infastidirlo"

La nostra proposta non avrebbe dovuto infastidirlo, ha proseguito il manager. “Sapeva che se le performance non fossero state all’altezza avremmo ritirato l’opzione. Quindi presumo abbia ricevuto un’offerta a condizioni migliori e abbia deciso di lasciarci. Siamo tristi, ma non risentiti. Ci siamo separati con la visione di un futuro migliore. Sappiamo che Fernando continuerà a dare il massimo fino al termine della stagione”.

Critiche per la scelta Aston Martin

Il passaggio da un team che lotta per la quarta posizione ad uno che invece si trova in P9 ha portato ad una serie di critiche, alle quali ha voluto aggiungersi anche Rossi: Ora andrà a guidare per una squadra che è nona in campionato. Questo per lui vorrà dire condurre un lavoro simile a quello che ha già fatto con noi. Dal punto di vista sportivo la nostra sarebbe stata una scelta meno rischiosa e il tempo di Fernando è limitato”.

D’altro lato però si tratta anche di una scelta comprensibile: “C’erano delle cose che non potevamo assicurare a Fernando. Non possiamo alzare l’asticella in modo arbitrario. La Formula1 per noi è un business, non un giocattolo. Ci sarebbe piaciuto continuare con lui, ma non siamo riusciti a trovare un accordo. Ci siamo lasciati bene, non è stata sbattuta nessuna porta né detta alcuna parolaccia”, ha concluso.

 

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Foto: Twitter, Alpine

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