GP Giappone - Immagini dal circuito - Le monoposto «a nudo», setup e dettagli

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Il Gran Premio del Giappone si prepara a offrire un banco di prova severissimo per piloti, monoposto e pneumatici. Il tracciato di Suzuka, lungo 5,807 chilometri e composto da 18 curve, è uno dei più iconici e impegnativi del calendario. La stagione 2025 vedrà il debutto in gara della mescola C1, la più dura della gamma Pirelli: una scelta dettata dalle caratteristiche estreme del circuito, noto per le sue curve ad alta velocità e gli elevati carichi laterali.

In vista dell’appuntamento giapponese, una parte significativa del tracciato è stata riasfaltata, in particolare dal termine dell’ultima chicane fino alla fine del primo settore. Una zona cruciale, dove si alternano curve medie e veloci – come le due lunghe pieghe dopo il rettilineo di partenza – che mettono a dura prova le gomme già dai primi giri.

Suzuka resta fedele a sé stesso: salvo piccoli interventi, il layout del tracciato è praticamente immutato da decenni. Alcuni tratti, come le celebri Esses o la velocissima 130R, sono diventati leggenda nella storia della Formula 1. Tra le modifiche principali di quest’anno spiccano il nuovo doppio cordolo più alto alla curva 9, e l’introduzione di ghiaia in uscita alle curve 2, 7, 9, 14 e 17 al posto della precedente erba sintetica. Piccoli dettagli che però possono fare una grande differenza in termini di traiettoria e penalità per gli errori.

Dal punto di vista della frenata, Suzuka rappresenta un’anomalia rispetto alla maggior parte dei circuiti moderni. Secondo i tecnici Brembo, il tracciato giapponese è il meno impegnativo dell'intero campionato: solo 10 secondi di frenata per giro, pari all’11% del tempo totale, con appena due staccate classificate come “Light”. L’unico vero banco di prova per i freni è la curva 16, dove le monoposto decelerano brutalmente da 303 a 103 km/h in appena 2,17 secondi, con una potenza frenante di 2.360 kW e un carico sul pedale di ben 166 kg.

Considerando le caratteristiche del circuito, per affrontare Suzuka al meglio, sarà fondamentale trovare il giusto assetto. Le squadre dovranno puntare su una configurazione rigida e con un’altezza da terra ridotta, per sfruttare al massimo l’effetto suolo e generare carico aerodinamico nelle numerose curve veloci. L’obiettivo sarà raggiungere un equilibrio con il carico delle ali senza penalizzare eccessivamente la velocità di punta, fondamentale sia in fase di difesa che di attacco nei pochi punti utili per il sorpasso.

Suzuka, per le sue caratteristiche uniche rispetto ai tracciati precedenti, rappresenta un primo vero punto di svolta per capire le gerarchie prestazionali tra le varie monoposto. Le prove libere del venerdì si preannunciano decisive: trovare il giusto compromesso tra prestazione sul giro secco e costanza sul passo gara potrebbe fare la differenza nell’economia del weekend.

I primi riscontri sulle scelte tecniche delle varie scuderie ci arrivano dal sempre puntualissimo reporter Albert Fabrega, in particolare con le immagini di confronto delle ali posteriori

Un dettaglio significativo emerso dal confronto tra le immagini delle vetture Ferrari nelle edizioni 2024 e 2025 è la scelta aerodinamica adottata dal team di Maranello: la SF-25 si presenta a Suzuka con un’ala posteriore decisamente più scarica nel mainplane rispetto alla configurazione utilizzata lo scorso anno. Una scelta che suggerisce con chiarezza la fiducia nel carico generato dal fondo vettura, sfruttando appieno l’effetto suolo per mantenere aderenza nelle curve ad alta velocità senza ricorrere a un alto drag aerodinamico. Un approccio che potrebbe rivelarsi vincente su un circuito dove l’efficienza complessiva conta tanto quanto la stabilità, e che potrebbe rappresentare un primo segnale concreto delle intenzioni della Ferrari per questa fase cruciale del mondiale.

Altri dettagli dell'ala posteriore ci arrivano grazie al foto reporter NOBU 

Molto simili invece le soluzioni 2024 e 2025 di Mercedes e Red Bull, che comunque qui lo scorso anno si impose dominando in tutto il weekend concluso con una doppietta.

Ali anteriori

Sempre grazie al foto reporter NOBU possiamo analizzare diverse ali anteriori, e tanti particolari interessanti, come ad esempio il design della Williams nella zona di congiunzione delle ali con l'endplate che, nei limiti imposti dal regolamento, aiuta a migliorare l'outwash, ovvero il processo di canalizzazione verso l'esterno dei flussi d'aria che investono l'anteriore, in modo da ridurre il drag causato dall'impatto dell'aria contro i larghi pneumatici.

Dalle ali Stake F1 notiamo invece un particolare nelle etichette che mostra come alcune parti siano destinate ad uno specifico pilota mentre altre siano comuni ad entrambi. Inoltre vengono indicati parametri di incidenza e la tipologia dei profili.







 

La Mercedes "a nudo" a Suzuka

Altre bellissime immagini del foto reporter NOBU ci mostrano la W16 a nudo, con particolari particolarmente interessanti delle sospensioni anteriori, del front corner, della sospensione posteriore e della zona degli inlet.




La Red Bull bianca e a nudo a Suzuka

L'occhio, o meglio, la fotocamera "indiscreta" di NOBU non hanno risparmiato anche molti dettagli a nudo della RB21




 

La McLaren MCL39




Articolo in aggiornamento...

Immagine di copertina Instagram @beomgyo_i

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