La Red Bull può aprire un ciclo? Marko: «Rispetto a Vettel, Max è in una posizione migliore»

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Ovviamente è presto per dirlo, soprattutto adesso, dopo aver vissuto soltanto una stagione dall’introduzione del nuovo ciclo regolamentare, ma c’è una domanda che aleggia tra i fan della Formula1: la Red Bullpotrebbe ritrovarsi nella condizione di aprire un ciclo? Chissà. Ci sono dei sentori per cui potrebbe davvero essere così. Verstappen è ben indirizzato verso la conquista del secondo titolo mondiale. Se non sarà a Singapore, sarà probabilmente in Giappone.

Le differenze tra l'era Vettel e... l'attualità

Parlando di vittorie e di cicli, impossibile non pensare ai quattro titoli mondiali vinti consecutivamente dalla Red Bull e da Sebastian Vettel nel periodo 2010-2013. In merito alle differenze tra le consapevolezze che il team possedesse in quel periodo e oggi ha voluto rilasciare un commento il consulente Helmut Marko, che in un’intervista concessa ad ‘ORF’ ha affermato: “Nel 2009, né Sebastian né la squadra era pronta a lottare per il campionato, ma poi sono arrivati quei quattro anni fantastici”.

“Credo che ora sul team ci sia molta meno pressione. Abbiamo dimostrato ciò che possiamo fare, in tutti i processi, come essere anche gli autori dei pit stop più veloci. Avendo maturato questa sicurezza anche per il pilota diventa tutto più facile. Al nostro interno c’è anche una posizione di leadership molto chiara. Tra Vettel e Webber non era così, c’era una forte rivalità tra loro che ha inevitabilmente influito sull’armonia. Max si trova in una posizione decisamente migliore in tal senso, ha proseguito.

La maturazione di Verstappen

Concentrandosi invece su Verstappen, Marko ha parlato anche del processo di maturazione compiuto dal pilota in questi anni: Il Max attuale riesce a correre più veloce prendendosi allo stesso tempo meno rischi. Un pilota in grado di sussurrare agli pneumatici (probabilmente il riferimento va al film ‘l’uomo che sussurrava ai cavalli’, ndr)".

"Prima, se qualcosa non funzionava al venerdì, poteva anche ritrovarsi sull’orlo di andare fuori di testa, adesso la reazione è molto diversa. Il lavoro viene svolto in funzione della gara, cosa che soltanto un anno o due fa, lo avrebbe infastidito molto. Ha capito che l’obiettivo finale resta quello della vittoria, ha chiosato. Max ha sempre corso con l’obiettivo di stare davanti, ma ora sa che può fare un buon lavoro anche partendo dalla seconda o terza posizione”.

 

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Foto: Red Bull Racing

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