
Stellantis contro Trump: blocco degli stabilimenti USA

Ieri alle 03:14 AM
Stellantis si trova a fronteggiare una sfida cruciale con l’introduzione dei nuovi dazi USA, che stanno mettendo a dura prova le operazioni del gruppo. Antonio Filosa, responsabile del mercato Nord America, ha dichiarato: “Con l’entrata in vigore dei nuovi dazi, servirà tutta la nostra resilienza e disciplina collettiva per superare questo periodo difficile”. Le tariffe del 25% imposte dall’amministrazione Trump sulle importazioni di automobili hanno costretto l’azienda a rivedere le sue strategie produttive.
La multinazionale ha deciso di sospendere temporaneamente le attività negli stabilimenti di produzione Windsor in Canada e nelle fabbriche Messico di Toluca, al fine di valutare l’impatto economico delle nuove imposte. Questa decisione ha già avuto ripercussioni sugli impianti statunitensi in Michigan e Indiana, che forniscono componenti essenziali per le fabbriche nordamericane, portando alla prospettiva di esuberi temporanei.
Riorganizzazione produttiva sotto pressione
Nonostante le difficoltà, il gruppo ha ribadito il proprio impegno verso il mercato statunitense con un piano di investimenti da 5 miliardi di dollari, volto a rafforzare la produzione sul territorio americano in linea con la politica “America First”. In questo contesto, John Elkann, presidente di Stellantis, ha avviato un dialogo diretto con l’ex presidente Trump per discutere le prospettive di competitività dell’industria automobilistica americana. L’azienda sta cercando di adattarsi rapidamente ai cambiamenti normativi per preservare il proprio vantaggio competitivo, mantenendo al contempo elevati standard di qualità nei prodotti destinati ai clienti.
Contraccolpi finanziari e prospettive
Le conseguenze economiche si sono manifestate rapidamente: il titolo Stellantis ha subito un calo di oltre l’8% in Borsa, portando la flessione complessiva da inizio anno al 24%. Inoltre, Fitch ha ridotto il rating del gruppo da “BBB” a “BBB-“, pur mantenendo un outlook stabile. Questo downgrade riflette il peggioramento delle condizioni di mercato nel mercato Nord America e l’incremento dei costi operativi.
Per il gruppo automobilistico, la sfida appare particolarmente impegnativa, considerando che il mercato Nord America rappresenta una delle principali fonti di profitto. Stellantis dovrà ora bilanciare l’adeguamento alle nuove politiche commerciali con la necessità di salvaguardare i margini di profitto e la competitività in un contesto caratterizzato da una crescente pressione sui prezzi.
Il post Stellantis contro Trump: blocco degli stabilimenti USA è comparso la prima volta su Autoblog.