
Andrea Bonacorsi: "Salire sul podio MXGP a 21 anni è un sogno realizzato, ora voglio di più!"

Ieri alle 04:11 AM
Per il 2025, Andrea Bonacorsi è tornato a far parte della famiglia Fantic, la Casa veneta con cui aveva conquistato il titolo europeo EMX125 nel 2020. Una storia di quelle belle da raccontare, resa ancora più speciale dal primo podio per Fantic e "Bona" nella classe regina, conquistato al secondo GP stagionale a Cozar in Spagna. Ne parliamo con il 21enne bergamasco prima di due appuntamenti italiani, con i GP in Sardegna (5-6 aprile) e in Trentino (12-13 aprile): "Non vedo l'ora di correre a casa nostra!"
Siamo solo all'inizio di questa lunga stagione mondiale, la tua prima a tempo pieno in MXGP, e hai già collezionato il primo podio a Cozar, scrivendo la storia per Fantic insieme al tuo compagno di squadra, Glenn Coldenhoff. Subito hai fatto fatica a descrivere l'emozione, nel frattempo hai trovato le parole giuste?
È un momento che sogni da quando sei piccolo. Lavori ogni giorno per raggiungerlo. Alla fine, in ogni gara, ci schieriamo dietro al cancello per cercare di vincere e salire sul podio. È stata una sensazione molto bella ed è stato ancora più speciale riuscire a farlo con Fantic. Nel 2020 ho vinto il mio primo titolo europeo con Fantic, tornare con loro e fare il mio primo podio in MXGP è tanta roba per tutti – e farlo già alla seconda gara è molto positivo. Ci sono davvero tanti piloti forti, è una categoria tostissima e conquistare il podio è stato davvero bello. Ci dà tanta energia per continuare così.
Hai detto più di una volta che ti senti di nuovo a casa in Fantic, un complimento bellissimo per la Casa italiana. Cosa fa la differenza, cosa ti dà questa sensazione?
La differenza la fanno le persone – non solo tra italiani ma tutti quanti, abbiamo anche parecchi olandesi nel team ovviamente. Mi fanno sentire bene e mi mettono tranquillità. Lavoriamo bene e con questa consapevolezza entro in pista. È quello che serve a noi piloti – sapere che sei in uno dei migliori team e in sella a una delle migliori moto del paddock.
Infatti, anche sulla Fantic XXF 450 ti sei sentito a tuo agio fin dal primo test– e sembra che sia stato fatto un ulteriore step nel frattempo.
Sì, più che altro sono tanti piccoli step, perché la base era già molto buona, dal primo test che ho fatto. Poi pian piano, più giri e più cerchi qualcosina di più specifico per il tuo stile di guida. Più avanzi, anche a livello di velocità, più ti servono delle altre piccole cose. È quello su cui stiamo lavorando adesso, i dettagli.
Nel team Fantic Factory Racing MXGP hai due compagni di squadra con tanta esperienza, Glenn Coldenhoff e Brian Bogers, e puoi anche contare sui preziosi consigli di Kevin Strijbos, il coach del team. Com'è lavorare insieme a loro?
C'è un'atmosfera molto bella. Sono stato in diversi team e spesso, specialmente quando arrivi in MXGP, c'è tanta rivalità tra piloti. Qui invece parliamo, comunichiamo, ridiamo e scherziamo – e ci aiutiamo a vicenda. Essendo giovane, ovviamente imparo tanto da loro che hanno tanta esperienza, ma alla fine tutti possiamo imparare qualcosa a lavorare insieme.
A volte ci si dimentica che hai soltanto 21 anni perché sei già con i "big" nella classe regina, anche se in realtà, non è passato tanto tempo da quando hai vinto il tuo primo titolo europeo proprio con Fantic.
Già, pensarci fa tanto effetto. Un giorno al team stavamo guardando un file con il primo GP di tutti – e Glenn ha fatto il suo esordio nel 2007, quando io avevo appena compiuto quattro anni (sorride). E l'esperienza fa tanto la differenza in MXGP, quelli davanti di solito sono quelli esperti. Essere tra i giovani ed aver fatto un podio ti dà tanta fiducia. Sono giovane ma cerco di imparare il più veloce possibile da tutto quello che mi circonda.
È anche una bella storia che il tuo percorso di crescita ti abbia riportato nella famiglia Fantic. Quando sei passato in azienda a vedere la tua vecchia XX 125, fa parecchio effetto pensare a quanto siate cresciuti entrambi nel frattempo – tu come pilota e l'impegno di Fantic nel racing e in particolare nel Mondiale Motocross.
Sì, assolutamente, è una bella cosa. In 125, per me era tutto un divertimento. Subito dopo mi sono trasferito in Olanda. Da lì è cambiato tantissimo, in tanti anni di duro lavoro – e tutto sta ripagando adesso, pian piano.
Quello che non cambia mai è la passione per questo sport e in una realtà più familiare come quella di Fantic la senti ancora di più. Basta pensare alle emozioni di tutta la squadra subito dopo aver conquistato il doppio podio in Spagna.
Assolutamente. E quello per cui lavoriamo tutti noi, per quel tipo di emozioni. È stato molto bello conquistare il mio primo podio in MXGP con Fantic. È dove ha iniziato tutto per me nel 2020 – e adesso è iniziato un nuovo capitolo in MXGP. Siamo solo all'inizio e siamo già riusciti a salire sul podio.
Sono cambiate un po' le aspettative per la stagione dopo questo grande risultato arrivato subito all'inizio?
No, per adesso non è cambiato tanto. Quello che cambia è la consapevolezza che possiamo farcela, so che possiamo salire sul podio. Mentalmente fai uno step in più ma per il resto l'atteggiamento è sempre quello – bisogna stare tranquilli e continuare a fare esperienza. E facendo esperienza, possiamo anche salire sul podio. È quello il bello, soprattutto in vista di due gare in Italia. Non vedo l'ora di correre a casa nostra!
L'articolo Andrea Bonacorsi: “Salire sul podio MXGP a 21 anni è un sogno realizzato, ora voglio di più!” sembra essere il primo su Motocross.it.