
Tsunoda: «So che sono qui per aiutare Max, ma non gli chiederò consigli»

Ieri alle 03:40 PM
Yuki Tsunoda è riuscito a realizzare il suo sogno di correre per la Red Bull, dopo essere rimasto per 5 anni nel team minore. Purtroppo per lui, la RB-21 non si può considerare la monoposto perfetta che era anni fa, e adesso il giapponese deve dimostrare di essere all'altezza della sfida (anche se, al momento, nel pool di Helmut Marko non c'è nessun che può sostituirlo).
Ancora prima del debutto, però, Christian Horner gli ha già chiarito il suo compito. "L'obiettivo è essere il più vicino possibile a Max, o comunque portare dei bei risultati al team, supportando anche le strategie. Hanno detto chiaramente che la priorità resta Verstappen e lo capisco, in fondo è un quattro volte campione del mondo e anche nelle ultime gare ha fatto un lavoro fantastico. Questo non sarà facile, lo so già. Poi devo anche aiutare con lo sviluppo tramite il mio feedback", ha spiegato Tsunoda in conferenza stampa.
Nonostante questa nuova pressine, acuita dal fatto di essere nel suo Paese natale, il giovane si è presentato nel paddock con rinnovata fiducia, sicuro dei suoi mezzi e delle sue competenze. "Non ho parlato molto con Max ancora, ma so che se andrò da lui a chiedere dei consigli non mi dirà la verità. Devo scoprire i suoi segreti da solo, dai suoi dati e dagli onboard. Ho già analizzato dei video degli ultimi due GP. Per ora il simulatore non mi ha dato sensazioni troppo cattive, ma capirò come si comporta la macchina solo quando sarò in pista. Poi credo che con i miei 5 anni di esperienza riuscirò a proporre delle soluzioni con i miei mezzi, ma anche se farò molta fatica non credo che pregherò Max di aiutarmi, troverò qualcosa con i miei ingegneri. Per ora sono stati tutti molto gentili, mi hanno detto quali sono gli aspetti che tolgono sicurezza ai piloti. Quelle informazioni sono bloccate nella mia testa", ha affermato ancora il pilota.
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