
Ferrari, c'è un problema di correlazione dati dietro alla deludente SF-25?

Ieri alle 01:40 AM
Non si esagera affatto nel definire il GP della Cina, così come tutto avvio di stagione della Ferrari, come disastroso. Un weekend che, nelle speranze, avrebbe dovuto dare risposte utili ad archiviare il negativo GP d'Australia: un obiettivo che, purtroppo, la Scuderia ha centrato solo in parte, fino alla Sprint Race, dove c'era stata l'illusione di poter ricondurre la debacle di Melbourne a soli episodi e ad errori di progetto e carenze della vettura. Insomma, c'era stata l'illusione che i tecnici non fossero ancora riusciti ad estrarre il potenziale della SF-25, alimentata dal lampo della vittoria di Hamilton, seguita da quella di poter imprimere una svolta al weekend. Alle speranze però non hanno fatto seguito i fatti, visto che la Rossa è presto tornata a faticare, essere la quarta forza in campo e più lenta dei rivali. Inutile girarci intorno: attualmente la velocità della vettura vista dai dati non trova riscontro in pista, motivo per cui i tecnici dovranno analizzare le informazioni raccolte e lavorare sodo per recuperare terreno.
In Cina il punto più basso
Un dato limpido che emerge dall'ultimo weekend, chiuso in pista al quinto e sesto posto dalle due Rosse che, se possibile, saremmo chiamate a reagire quanto prima e rimettere in "riga" una annata che pare essere nata storta. Di fatto, pur non essendo ancora l’ultima spiaggia, i fatti di Australia e Cina stanno trasformando il prosssimo GP del Giappone in un nuovo esame per la Ferrari in cui fallire non sarà permesso, soprattutto per riscattare la doppia squalifica di Shanghai. E per farlo sarà importante preparare bene il fine settimana, andando a lavorare su aspetti, come quello delle altezze da terra, che tanto hanno fatto e stanno facendo soffrire gli uomini della Scuderia per scoprire se siano, come detto, ascrivibili a problemi di gioventù della nuoca auto o mali endemici. In questa ottica, appare chiaro, un ruolo cruciale sarà svolto dalla preparazione della vettura al simulatore.
Tornano vecchi problemi?
Un aspetto, quello delle simulazioni, di cui ha parlato Fulvio Solms sul Corriere dello Sport, aprendo ad un possibile ‘caso simulatore’ nel caso in cui la Rossa si ritrovasse di nuovo nei guai in Giappone (in cui non avrà nessun tipo di aggiornamento per riuscire prima a capire la natura della SF-25, evitando di inserire altre incognite in un’equazione complessa), riportando in auge il tanto chiacchierato tema della correlazione dati: un fattore chiave in F1 che ha spesse volte causato problemi a Maranello e che, con l'arrivo del nuovo sistema, pareva fosse stato risolto e dimenticato.
“La Ferrari non porterà sviluppi importanti, perché c’è ancora troppo da comprendere nelle altezze da terra della SF-25 e introdurre novità ora potrebbe solo ingarbugliare la matassa. Bisogna poi capire se il simulatore di Maranello menta, visto che non aveva previsto i problemi di assetto e la carenza di effetto suolo intravista in Australia a manifestatisi in Cina”.
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