
Il podio che può fare la storia: il retroscena delle dichiarazioni di Tsunoda

Ieri alle 04:00 AM
Il weekend di Suzuka si accende di gioia per il passaggio di Tsunoda in Red Bull. Dopo il legame tramontato con Liam Lawson, durato solo due gare col team austriaco, da questo fine settimana prende il via l'avventura del pilota nipponico al fianco di Max Verstappen. Cresciuto nella famiglia Red Bull, Tsunoda non ha nascosto la sua felicità per questa grande opportunità.
Fra le numerose interviste effettuate in questi giorni, il nipponico ha ammesso di avere un sogno nel cassetto: salire sul podio domenica, proprio davanti al suo pubblico di casa. Un desiderio comprensibile, quello di un giovane pilota che, alla guida di una delle monoposto più importanti in griglia, potrebbe avere la possibilità di realizzare grandi risultati. Tuttavia, c'è molto di più dietro questa possibilità: una storia che non tutti conoscono e che potrebbe inserire Yuki in una fetta di storia molto importante del suo Paese.
Albo d'oro made in Japan
Nella storia della Formula 1, sei piloti giapponesi hanno fatto parte della Massima Categoria: Noritake Takahara, Masahiro Hasemi, Kazuyoshi Hoshino,Aguri Suzuki e Kamui Kobayashi. Di questa preziosa lista, due di loro hanno raggiunto un risultato importante, il podio.
Auguri Suzuki è stato il primo nipponico a salire sul podio in una gara di F1, proprio a Suzuka nel lontano 1990, al suo fianco il vincitore Nelson Piquet e il secondo classificato Roberto Moreno; stessa sorte ma molti anni più avanti per Kamui Kobayashi, nel 2012.
Yuki Tsunoda fa parte di questa lista: se riuscisse a salire sul podio diverebbe il terzo pilota giapponese a riuscirci; ma se la Red Bull dovesse iniziare ad essere più competitiva nel corso del campionato, chissà se potrebbe diventare il più grande nipponico della F1 con una vittoria conquistata? E' ancora troppo presto per fare ipotesi simili, nell'attesa godiamoci il GP Giappone, che prende il via domani con le prove libere.
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