
Tsunoda cammina a testa alta: «Posso fare meglio dei miei predecessori»

Ieri alle 05:00 AM
Yuki Tsunoda ha aspettato per anni la chiamata della Red Bull, cercando di dimostrare il suo talento bloccato in una vettura di media classifica. Nonostante i buoni risultati, il giovane è stato scavalcato da altri pretendenti, e la la sua chance è arrivata solo adesso, in quanto anche Liam Lawson non si è dimostrato all'altezza delle aspettative. Il 24enne giapponese, però, si sente pronto per la sfida: "Se non fossi sicuro di me sarei rimasto in Racing Bulls, è un'ottima macchina. Non posso dire che avrò sin da subito i risultati di Max, ma credo di poter far meglio delle persone prima di me.È stato brutale quando hanno preferito Liam a me lo scorso anno, ma lui sa come vanno le cose in Formula 1. Quando ci sono momenti di difficoltà c'è molta più pressione".
"Christian Horner mi chiamò dopo il GP di Cina consigliandomi di essere pronto, perchè le cose sarebbero potute cambiare. Io ero già nel Regno Unito al simulatore come da calendario, e due o tre giorni dopo me lo ha confermato. Più di questo non posso dire però. In quel momento non potevo nemmeno avvisare i miei genitori, glielo ho anticipato solo il giorno prima dell'ufficialità", ha aggiunto poi il giapponese in conferenza stampa.
Sul secondo sedile della squadra, infatti, sembra gravare una "maledizione" (o meglio, la vera maledizione è trovarsi paragonati a Max Verstappen, che riesce ad estrarre prestazioni increbili anche da delle monoposto capricciose), e per trovare un degno candidato Helmut Marko non si fa scrupoli a far passare i piloti giovani da un tritacarne. Per evitare questa sorte anche a Tsunoda, alcuni dei suoi ex colleghi lo hanno chiamato e incoraggiato: "Ho ricevuto un messaggio da Pierre, mi ha raccontato la sua esperienza in Red Bull, le cose che avrebbe dovuto fare e mi ha dato anche un paio di spunti su cui lavorare in futuro. Ho apprezzato il suo gesto. Anche Checo e tutti gli altri piloti della famiglia Red Bull mi hanno contattato".
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